Incertezza dei mercati cerealicoli e fame nel mondo

Incertezza dei mercati cerealicoli e fame nel mondo

La persistente incertezza dei mercati cerealicoli

Commentiamo l’Editoriale di “molini D’Italia” del 8 luglio 2022 a firma di Andrea Valente

Secondo il Programma alimentare mondiale (WPF), il numero di persone chiamato ad affrontare un’insicurezza alimentare acuta è più che triplicato tra il 2017 e il 2021, e potrebbe aumentare di un ulteriore 17%, attestandosi nel 2022 a 323 milioni di persone, quale conseguenza della guerra in Ucraina.

I RISCHI PER L’ITALIA POTREBBERO ESSERE ENORMI: È QUINDI UTILE TORNARE A DISCUTERE DI COME INVESTIRE EFFICACEMENTE LE RISORSE DEL PNRR

L’impennata dei prezzi dei generi alimentari iniziata a metà 2020, che costituisce la principale causa dell’insicurezza alimentare, è stata determinata da diversi fattori: la ripresa della domanda dopo la crisi pandemica, gli impatti meteorologici avversi sull’offerta, un numero crescente di restrizioni commerciali sui prodotti alimentari e il violento aumento dei costi di input, in particolare energia e fertilizzanti. Una situazione che, pertanto, trova le sue origini prima ancora dell’avvio del conflitto tra Russia e Ucraina, che ha solo contribuito a stressare ulteriormente un contesto di forte tensione già presente nelle varie catene di approvvigionamento.
Purtroppo, le prospettive a breve e medio termine sull’andamento dei mercati cerealicoli internazionali appaiono ancora fortemente incerte, non tanto per le previsioni di raccolto 2022, complessivamente in linea, per quanto riguarda i volumi, con quelle degli anni precedenti, quanto per i nuovi equilibri geopolitici mondiali le cui conseguenze sono solo in parte prevedibili. La globalizzazione, così come l’abbiamo conosciuta fino a oggi, è destinata a mutare velocemente, mentre l’interconnessione e l’interdipendenza dell’economia globale saranno sicuramente oggetto di significativi passi indietro, a favore dello sviluppo di politiche protezionistiche in grado di minacciare una crescita economica che si preannuncia, nel migliore dei casi, particolarmente fragile.

 LA GUERRA IN UCRAINA HA CONTRIBUITO A STRESSARE ULTERIORMENTE UN CONTESTO GIÀ IN FORTE TENSIONE

In questo contesto rinnovato o, meglio, in via di definizione, i rischi per il nostro Paese – ormai strutturalmente caratterizzato da stagnazione economica, instabilità politica, assenza di riforme pregnanti e alto debito – potrebbero essere enormi, tanto più se le risorse del PNRR non saranno tradotte in investimenti efficaci anche nelle filiere alimentari, le cui criticità sono spesso riconducibili a un settore primario in forte difficoltà competitiva. E il silenzio che, in questi ultimi mesi, è piombato in materia non lascia presagire nulla di buono.

COMMENTO DI MACINAZIONENATURALE:

Ci sono alcuni passaggi che condividiamo: il problema non è recente quindi la crisi alimentare non è causata della guerra Russia-Ucraina, certo che ha contribuito a stressare una situazione già tesa, in particolare però non è stata la guerra in se a creare queste tensioni quanto le decisione USA ed EU di imporre sanzioni, piuttosto che utilizzare diplomazia e dialogo per fare cessare il conflitto in corso!

Un passaggio che ci sembra troppo ottimistico invece è “utile tornare a discutere di come investire efficacemente le risorse del PNRR” , riteniamo che non ci sia molto margine di discussione in una nazione dove il parlamento non svolge più il suo ruolo, prono ad accettare senza discussione le decisioni governative,  il  governo stesso a sua volta sembra prendere ordini ed istruzioni da altri, piuttosto che essere rivolto alla volontà e gli interessi della popolazione italiana.

 

Se cerchiamo una visione più ampia alcuni numeri dal mondo:

L’ultimo Rapporto sullo Stato della Sicurezza Alimentare e della Nutrizione evidenzia come il mondo abbia fatto passi indietro negli sforzi per eliminare fame e malnutrizione.

L’edizione 2022 del rapporto The State of Food Security and Nutrition in the World (SOFI) presenta aggiornamenti sulla situazione della sicurezza alimentare e della nutrizione in tutto il mondo.

I numeri dipingono un quadro cupo:

• Ben 828 milioni di persone hanno sofferto la fame nel 2021: 46 milioni di persone in più rispetto al 2020 e 150 milioni in più dal 2019.

• Dopo essere rimasta relativamente invariata dal 2015 al 2019  la percentuale di persone affamate è aumentata nel 2020 e ha continuato a crescere nel 2021,  8 % nel 2019 , 9,3 % nel 2020, raggiungendo il 9,8 % nel 2021

• Quasi 3,1 miliardi di persone non hanno potuto permettersi una dieta sana nel 2020, 112 milioni in più rispetto al 2019, un riflesso degli effetti dell’inflazione sui prezzi dei generi alimentari al consumo derivante dagli impatti economici della pandemia di COVID-19 e dalle misure messe in atto per contenerla.

• Si stima che circa 45 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni abbiano sofferto di deperimento, la forma più mortale di malnutrizione, che aumenta il rischio di morte dei bambini fino a 12 volte. Inoltre, 149 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni hanno avuto deficit di sviluppo a causa di una mancanza cronica di nutrienti essenziali nella loro dieta, mentre 39 milioni erano in sovrappeso.

• Si stanno compiendo progressi nell’allattamento al seno, con quasi il 44 per cento dei bambini di età inferiore ai sei mesi che, in tutto il mondo, sono stati allattati esclusivamente al seno nel 2020, anche se si è al di sotto dell’obiettivo del 50 per cento entro il 2030. Desta grande preoccupazione il fatto che due bambini su tre non abbiano un regime alimentare diversificato, necessario per crescere e sviluppare il proprio pieno potenziale.

• Guardando al futuro, le proiezioni indicano che, nel 2030, quasi 670 milioni di persone (l’8 per cento della popolazione mondiale) dovranno ancora affrontare la fame, anche prendendo in considerazione una ripresa economica globale. Si tratta di un numero simile al 2015, quando l’obiettivo di porre fine alla fame, all’insicurezza alimentare e alla malnutrizione entro la fine di questo decennio fu lanciato nell’ambito dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

Quindi sembrerebbe che qualcosa non funziona, siamo sicuri che le scelte della politica sia nazionale che mondiale  siano sempre a favore della popolazione? 

 

 

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